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Glamour e ideali: un connubio possibile?

Glamour e ideali sembrano aver trovato un punto d’incontro.

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambio di rotta. Se ti diciamo Glamour, quali sono le prime immagini che ti vengono in mente? Siamo certi che siano legate al lusso, all’eleganza patinata, alla perfezione estetica. 

Eppure a questa descrizione manca qualcosa. 

Oggi, infatti, il Glamour si riveste di nuovi valori, proprio come era accaduto negli anni ‘70. Perché, se ci pensiamo, la Moda è davvero partecipe della nostra Storia e, come tale, vive di eterni ritorni.

Il mondo esterno, con il suo caleidoscopio di stimoli, è una fonte di ispirazione fortissima per i Designer. Perciò questa unione tra Glamour e ideali non deve stupirci.

Il Fashion re-agisce e si fa portavoce di movimenti e tendenze globali.

I discorsi di Greta Thunberg trovano così la loro eco in passerella, nel tessile e nell’advertising.

Mentre la situazione di allerta impone nuovi linguaggi di comunicazione. Basti pensare ai 16 milioni di cinesi che hanno visto in diretta streaming le sfilate milanesi. 

La sfida è epocale, ma il settore Moda ha risposto.

Noi di NAD non siamo rimasti a guardare: gli ideali, da sempre, sono la benzina delle nostre scelte innovative. E per questo motivo vogliamo che lo siano anche per i nostri studenti.

Tra i tanti, due sono i principi di cui siamo portavoce grazie anche al lavoro dei giovani Fashion Designer che stiamo formando: la sostenibilità e la libertà di espressione.

Abbiamo scelto, oggi, proprio questi due ideali perché abbiamo ancora negli occhi e nel cuore questa atipica Milano Fashion Week appena terminata. 

NAD, infatti, ha partecipato all’evento Fashion Act presentando gli abiti di 6 giovani stiliste, di Luca Mancini, Designer e coordinatore della Fashion Design School, e di Benedetto Grassotti, Designer e docente (clicca qui se sei curioso di saperne di più).

Siamo tutti testimoni di un nuovo youthquake che vede le nuove generazioni di molti Paesi, da Hong Kong al Libano, protestare per dare voce alle proprie idee.

Per questo motivo anche noi abbiamo voluto lanciare un messaggio forte, lasciando spazio ai nostri Designer affinché potessero esprimere il loro intuito creativo e rappresentare la loro personalità. 

E da questo input ne è nato un progetto che ha avuto grandissimo successo. 

  • Gabriella Misto racconta di aver voluto tradurre le sue emozioni, la sua fortissima passione per la moda in un abito che rispecchiasse la sua creatività, come se fosse lo specchio dell’anima di un artista.

 

  • Irene Daneluzzo ha preso invece ispirazione dall’opulenza delle campagne francesi e dal lusso dei gioielli, quasi che la sua opera diventasse una sirena in una coppa di champagne.

 

  • Giulia Balsarin, appassionata di pittura, natura e nuove culture, è riuscita a portare la sua vocazione in un abito essenziale, quasi geometrico, dove irrompono ad arte alcune pennellate, simbolo della libertà di espressione.

 

  • Ilaria Manara, designer che cerca sempre di sfidare i limiti e le convenzioni, si è espressa con un abito-architettura, simbolo della necessità di unione e fusione fra due elementi diversi come metafora della vita.

 

 

  • Per Sabrina Amicabile essere una designer comporta l’espressione di sé e il suo abito riflette appieno la sua anima elegante e noir.

 

  • Laura Camillo, creativa e da sempre innamorata della moda, ha voluto celebrare la sua passione con un abito elegante, tributo personale al Made in Italy.

 

Grazie ragazze, non smettete mai di esprimere voi stesse e di sfidare le convenzioni.

Glamour e ideali non solo possono coesistere, ma devono essere un unico emblema della cultura della Moda internazionale.