Blog

Milano Fashion Week: le esperienze che emozionano.

Certe esperienze lasciano il segno ed emozionano profondamente. 

Se sei curioso di conoscere il dietro le quinte di un evento pazzesco come la Milano Fashion Week, oggi sei nel posto giusto.

Abbiamo voluto incontrare le sei studentesse della Fashion Design School di NAD e il coordinatore e designer Luca Mancini per ascoltare la loro testimonianza. Ma non aspettarti un freddo resoconto dell’agenda della due giorni milanese: con questa intervista si sono davvero -e di nuovo!- messi in gioco.

Largo spazio alle emozioni. Perché gli aspetti più belli della vita non sono quelli che vediamo o tocchiamo, ma sono quelli che sentiamo con il cuore.

Intervista a Luca Mancini e alle studentesse della Fashion Design School Irene Daneluzzo, Giulia Balsarin, Ilaria Manara, Sabrina Amicabile, Laura Camillo e Gabriella Misto.

La Milano Fashion Week si è da poco conclusa, mentre sono trascorsi poco più di 7 giorni dal Fashion Act. Siamo curiosi di sapere di più della vostra esperienza: Luca, ci racconti di questo evento?

Luca: “Luci  accese, musica alta, l’attesa del parterre è percepibile, il pubblico è curioso di vedere solo loro: le studentesse di Nad Nuova Accademia del Design che sfilano con i loro outfit. 

Provate ad immaginare il mio stato d’animo nel vedere le nostre studentesse  con i loro capi…

Tutto, in realtà, ha avuto inizio circa quindici giorni prima.

Ci è stata comunicata dalla direzione della nostra accademia la possibilità di poter partecipare ad un evento nella città della moda con le nostre studentesse. Subito mi sono detto: “Chissà l’emozione delle ragazze!”

Preparare degli outfit da far sfilare in così pochi giorni. Non solo si trattava di decidere come personalizzare i capi, ma anche, cosa complicata, come riuscire per me rendere il lavoro di sei designer coordinato e interessante. 

E poi, quando sono le nostre studentesse a lavorare, il risultato è sempre entusiasmante. 

Finalmente arrivati alla fatidica data, eccoci pronti per l’evento nel calendario della Milano Fashion Week e con un grande impegno gli outfit sono finiti. 

Erano in parte capi rieditati, anche se ciascuna di loro ha voluto apportare del suo, chi ricamando, chi decorando a mano o drappeggiando nuovi tessuti, alcuni capi erano per altro nuovi del tutto. 

Anch’io ho voluto omaggiare le mie studentesse presentando un mio outfit: un semplice tubino con un ricamo all- over, ispirato alla notte ed ai suoi mille riflessi. E come me anche Benedetto Grassotti ha presentato il suo outfit con le nostre studentesse.

Il giorno seguente abbiamo fatto lo shooting di tutti i capi. Anche quella per le nostre ragazze è stata un’esperienza nuova ed esaltante: alcuni scatti outdoor e alcuni indoor. 

Ma che emozione, anche per me, vedere le ragazze elettrizzante ed emozionate! 

Abbiamo passato un bellissimo weekend ricco di sensazioni e allegria.”


Irene, quando hai saputo di essere tra le 6 studentesse scelte da NAD, quali sono state le aspettative che hai provato, quale reazione hai avuto? 

Irene: “Quando ho saputo che ero stata scelta come una dei 6 partecipanti alla fashion week, non potevo crederci.

Per prima cosa perché non sapevamo nemmeno che ci saremmo andate e poi perché essendo, quella che ci aspettava, un’esperienza unica, non riuscivo a capacitarmene. 

Ero in ansia e allo stesso tempo fin troppo calma, nel senso che probabilmente la cosa non mi aveva ancora investita in pieno, almeno fino a che non sono salita sul treno per Milano, lì sì che non stavo più nella pelle.”

  
E tu, Giulia, ci racconti di come le hai vissute tu? 

Giulia: “Dopo aver ricevuto la notizia di essere stata scelta per l’evento privato durante la Milano Fashion Week, la mia reazione è stata di tanta sorpresa mista a curiosità. 

Di certo non mi aspettavo di poter ottenere questo risultato e i professori non ci avevano preannunciato nulla, quindi è stata davvero una novità inaspettata.

Dopo questa soddisfazione iniziale, ho dovuto confrontarmi anche con un altro tipo di emozioni.

Principalmente la responsabilità ed il relativo timore di dover presentare il mio capo finito ad un pubblico di esperti del settore e il desiderio di veder apprezzato il mio abito.

Tutto sommato non mi sono creata aspettative particolari.

Come dicevo, ho provato soprattutto una grande curiosità di poter vivere sia tutte le fasi di preparazione alla sfilata, sia l’evento stesso che il successivo shooting fotografico. 

Sapevo che la possibilità di prendere parte in prima persona sarebbe stata un’ottima opportunità per me, un primo istruttivo banco di prova.


Ilaria, Sabrina: arriviamo ora alla Milano Fashion Week, ci raccontate quali sono state le emozioni di quei due giorni? 

Ilaria: “Ho provato emozioni molto forti e contrastanti: la prima fra tutte è stata l’agitazione perché era la prima volta che partecipavo ad un’evento così importante fuori Verona. 

L’ansia per la frenesia dei preparativi e per il rispetto dei tempi lavoro molto rapidi. Ma allo stesso tempo mi sono sentita piena di gioia, entusiasmo e soddisfazione, soprattutto dopo aver visto il mio abito indossato e fatto sfilare all’evento. 

Il lavoro, la passione e l’impegno ripagano sempre!”

 

Sabrina: “In quei due giorni abbiamo sperimentato un vero e proprio momento di caos, almeno per me. 

Perdersi tra le metro con i vestiti nel tentativo di non stropicciarli, poi ritrovarsi nello showroom, avere una vera e propria esperienza di organizzazione, provare gli abiti alle modelle e la serata della sfilata…

Un vero tripudio tra l’ansia che tutto vada come speri e la soddisfazione di vedere tutti che ammirano le nostre creazioni.

Ma devo ammettere la seconda giornata, quando abbiamo visto all’opera il fotografo in mezzo ad una piazza con tutte le persone che ci guardavo lavorare, quello è stato un momento dove mi sono divertita. 

Aiutare con le pose le modelle, bloccare le persone che passavano per non disturbare gli scatti… una giornata faticosa, ma entusiasmante.”


Laura, Gabriella, è tempo di bilanci: cosa vi ha lasciato questa esperienza? c’è qualcosa che più ha lasciato il segno nei vostri ricordi e nel vostro cuore? 

Laura: ”Il mondo della moda, a differenza di come pensano molti, non è solo frenesia ed egoismo. 

Moda è aprire la propria mente a culture e pensieri differenti. È vedere ogni cosa con mille sfaccettature e possibili punti di vista, e per ogni minimo inconveniente è trovare una soluzione rapida e creativa, oltre che funzionale. 

Questo mi ha insegnato l’esperienza alla Milano Fashion Week. Mi ha fatto capire inoltre, quanto, vedere il proprio capo sfilare, ripaghi ogni minimo sforzo. 

È una sensazione unica che ti dona sicurezza nel tuo lavoro e voglia di migliorarti ogni giorno per poter riuscire a trasmettere la tua creatività e il tuo pensiero agli occhi di coloro che sono gli spettatori. 

Un forte segno me lo ha lasciato anche il “dietro le quinte”. 

Ognuna di noi si è sostenuta a vicenda aiutando chi era in difficoltà proponendo soluzioni a problemi che in momenti di tensione sembravano potessero rovinare l’intero capo. 

Ma cosa fondamentale che mi ha riempito il cuore in questa esperienza è stata la possibilità di personificare la propria realizzazione dandogli una voce decidendo quindi come doveva apparire in passerella e sulle foto.”

Gabriella: “L’esperienza della Milano Fashion Week 2020 personalmente mi ha maturata a livello professionale facendo un full immersion a 360° nell’ambito del Fashion System

È stata un’esperienza che ripeterei volentieri, perché avendo avuto la possibilità di stare a contatto con professionisti del settore del Fashion ho percepito ed osservato la loro professionalità, che di conseguenza mi hanno trasmesso nozioni e tecniche maggiori. 

Ciò che mi ha entusiasmata maggiormente è la passione e la determinazione che hanno i professionisti nel credere nel proprio lavoro che svolgono, trasmettendolo con entusiasmo a noi giovani studenti.”