Corso Fashion Design in Nad Nuova Accademia del Design Verona

Pierre Cardin: visionario della moda

Pierre Cardin, stilista innovatore tra i primi ad ispirarsi all’era spaziale, per cosa verrà ricordato? Perché rappresenta un passaggio fondamentale nell’evoluzione della moda?

Corso Fashion Design Pierre Cardin Nad Nuova Accademia del Design Verona

Il 29 dicembre 2020 ci ha lasciati Pierre Cardin. Il suo nome è conosciuto nel mondo anche da chi non è appassionato di moda, il motivo è forse tutto qui, nel titolo del libro Pierre Cardin, the man who became a label, ovvero l’uomo che divenne un marchio.

Partiamo, però, dal raccontare lo stilista, prima ancora che l’uomo e l’imprenditore.

Il suo contributo alla storia della moda

Sarto per Paquin, Schiaparelli e infine Dior, Pierre Cardin inizia la sua carriera nel 1945 a Parigi. Dieci anni più tardi, con la sua maison, inizia a lasciare il segno indelebile del suo stile e della sua creatività visionaria.

Il suo contributo alla storia della moda è fondamentale: il bubble dress, il taglio tridimensionale, da lui insegnato a fine anni ‘50 anche in Giappone, il pret-à-porter. 

Corso Fashion Design Moda di Pierre Cardin in Nad Nuova Accademia del Design

E poi la sfilata a Mosca nella Piazza Rossa davanti a 200.000 persone, nel 1991, o quella nel deserto del Gobi, nel 2007.

Quella che però ha portato Pierre Cardin ad essere definito visionario della moda è stata la sua attenzione verso l’innovazione, l’indipendenza di stile e di pensiero e la cosiddetta era spaziale.

Tra gli anni ‘50 e ‘60, infatti, divenne famoso per le sue creazioni d’avanguardia ispirate alle missioni nello spazio. 

Lo stesso approccio sperimentale lo ritroviamo nelle forme geometriche, che potremmo definire spesso genderless e che lo portarono verso la moda unisex. 

Pierre Cardin imprenditore

La moda non è stato l’unico amore di Pierre Cardin, da sempre, infatti, ha dimostrato interesse verso altri ambiti.

L’innovazione, la tecnologia e lo spazio, come dicevamo, ma anche l’estero e le sue opportunità di business, il teatro e la musica lirica, e infine, non da ultimo, l’essere imprenditore.

Tornando alla citazione del libro di Richard Morais, perché possiamo affermare che il nome Pierre Cardin sia ormai un marchio?

Partiamo da un’altra domanda: quante volte ti è capitato di leggere Pierre Cardin su prodotti che hanno nulla a che vedere con l’abbigliamento?

La scelta, in origine, fu realmente fatta per far crescere il brand in modo diversificato. 

L’attenzione verso le nuove opportunità, infatti, portò Pierre Cardin ad acquisire una catena di ristoranti, la celebre Maxim’s, e a prestare il suo nome per profumi, orologi e gioielli, arredo. 

Se questa apertura era specchio della mentalità dello stilista, dall’altro lato portò il suo nome ad una diffusione per certi versi incontrollata. 

Oggi questa tendenza è totalmente controcorrente: i grandi designer e le maison della moda hanno l’obiettivo di controllare il più possibile l’uso del brand, con un’attenzione capillare alla qualità e al contesto. 

Negli anni in cui Pierre Cardin mosse questi passi in altri settori, talvolta con fortune alterne, possiamo invece affermare che il suo fosse un approccio coraggioso e intraprendente. Da imprenditore, appunto.

Quello che rimarrà per sempre, è indubbiamente il suo grande lavoro di couturier sperimentale e avanguardista.

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